Sem Benelli.
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L'AMORE DEI TRE RE.
Poema drammatico in tre atti.
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1910. Fratelli Treves Editori, MILANO. 
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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        Testo fornito dal Progetto Manuzio.
           Associazione Culturale "Liber Liber".
              http://www.liberliber.it/
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L'AUTORE.
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Sem Benelli (Filettole, 12 agosto 1877  Zoagli, 18 dicembre 1949)  stato un poeta, scrittore e drammaturgo italiano, autore di testi per il teatro e di sceneggiature per il cinema. Fu anche autore di libretti d'opera.
 stato spesso considerato dalla critica un D'Annunzio in minore, ma il suo talento letterario  stato rivalutato fino a considerarlo come una fra le maggiori espressioni della tragedia moderna.
Nel 1945  stato cofondatore, insieme a Ugo Betti, Diego Fabbri, Massimo Bontempelli ed altri autori teatrali, del Sindacato Nazionale Autori Drammatici (SNAD), con l'intento di salvaguardare il lavoro dei drammaturghi e degli scrittori teatrali.
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DEDICATO A GINO PIERANTONI CHE QUANDO FU ASSUNTO AL SUO SEGGIO DIRETTORIALE VOLLE RIAPRIRE IL TEATRO ARGENTINA CON LA MESTA POESIA DELLA MASCHERA DI BRUTO.
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Quest'opera fu rappresentata la prima volta a Roma al Teatro Argentina la sera del 16 Aprile 1910 dalla Compagnia Stabile di Roma. 
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PERSONAGGI: ARCHIBALDO. MANFREDO. AVITO. FLAMINIO. Fabbro. Milite. FLORA. Ancella. Popolana. MADDALENA.
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Nel Medio Evo, In un remoto Castello d'Italia quarant'anni dopo un'invasione barbarica.
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ATTO PRIMO.
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Spaziosa sala del Castello. Due archi ben misurati aprono le belle curve alla vista di una terrazza a colonne, e della notte poco innanzi l'alba. Una lanterna, come un segnale, rossastramente splende rivolta verso la campagna. Nel buio della sala rilucono i mosaici del soffitto sopra le arcate, sopra le porte di destra e sinistra. Le colonne e i capitelli medioevali, incroci bizzarri ma armoniosi di stili, s'intrecciano e s'incontrano paurosamente.
Un po' di silenzio; quindi entra da sinistra Archibaldo vecchio e cieco barone;  condotto da Flaminio sua guida, che indossa il vestito delle guardie del Castello.
Le vesti di ognuno, ampie e lunghe, hanno linee pure, ieratiche.
ARCHIBALDO.
Grazie, Flaminio: guarda quella porta.
 chiusa bene?
FLAMINIO
lascia il vecchio; attraversa la stanza; s'avvicina alla porta di faccia.
Accostata; signore....
ARCHIBALDO.
Chiudila bene, ma senza rumore...
Pentito; con premura.
No; lasciala! Che credi tu? Che senta?...
FLAMINIO.
Chi, mio signore?
ARCHIBALDO.
Amaro.
Ma che sei? Stordito
dal sonno? Chi ci dorme mai, di l?...
FLAMINIO.
Fiora! La sposa del figliuolo vostro!
ARCHIBALDO.
E dunque?
FLAMINIO.
Ma lontana: molte stanze
ci separano.
ARCHIBALDO.
Temo di svegliarla....
Dorma; dorma: che giovinezza  sogno....
Non altro! A me negato ora  sognare
ch il sonno mi tradisce e come un'ape
molesta scherza con le mie palpebre,
poi che la sorte m'ha seccato gli occhi....
Dolorosamente
Flaminio, guarda il cielo; tu che puoi....
FLAMINIO.
 notte ancora; ma l'alba  vicina....
ARCHIBALDO.
Flaminio, guarda, indaga nella valle.
Non vedi lumi? Io sento che Manfredo
torner. L'ho sognato, ed ero desto....
FLAMINIO.
Non pu darsi, se ancora egli combatte
i castelli dei nostri oltre que' monti,
unitamente ai duchi forastieri....
ARCHIBALDO.
Che dici tu: dei nostri?
FLAMINIO.
S; dei miei
che voi gi soggiogaste.... Io sono servo
fedele a vostra signoria; ma nacqui
sulle cime del colle l d'Altura,
dove i padri dei padri erano liberi....
ARCHIBALDO
con insistenza.
Guarda, Flaminio; guarda nella valle....
FLAMINIO.
Nessuno, mio signore! Tutto  pace!
ARCHIBALDO.
Sono stanco ed il sonno che mi fugge
mi lascia ancora pi sperso nel buio....
Cercando il sonno cerco la mia scorta
e non posso trovarla.... Senza sonno
un cieco  cieco doppiamente! Senti!
Non odi? Ascolta! Un tremulo avanzarsi,
un galoppo, un drappello.... Gente armata...
Flaminio, guarda tu: scruta per me!....
FLAMINIO.
 un po' di venticello, che ci porta
il brontolare del torrente in fondo
e muove un po' le frasche addormentate....
ARCHIBALDO.
 vero.  fresco. Oh; che sollievo! Cessa!
La notte torna.... Anch'io, cieco, la sento.
Io sono notte dentro notte; e questa
mia tenebra profonda tocca quelle
tenebre scintillanti ch'io non vedo,
ma sento nel respiro del silenzio.
Con invocazione.
O notte ingannatrice, o timorosa
amante, che addormenti la gelosa
figlioletta, la Terra, nel tuo seno,
perch non veda apparso in cielo il pieno
fulgorare del tuo corrusco amore,
il Mistero, ahim, poco io t'adorai;
poco mi piacqui delle mostruose
tue parvenze terrene, nelle selve
o sotto gli archi delle nostre reggie
silenziose, perch'io non m'accorga
d'essere ora di te pi innamorato
che non del giorno che anche troppo vidi
rosso d'ogni sua colpa e senza questa
legge che te governa, armoniosa
di silenzi divini e di quiete....
FLAMINIO
distrattamente.
Chi non dorme di notte o smania o prega....
ARCHIBALDO.
O ricorda!... Il pensiero mio stanotte
ripercorre solingo la pianura
sconfinata del viver mio trascorso....
FLAMINIO.
Ricordate la vostra giovinezza....
ARCHIBALDO.
Italia! Italia....  tutto il mio ricordo!...
Maestoso.
Son quarantanni che discesi in questa
bella serra di fiori; e sento ancora
le mie narici dilatarsi al fiero
ricordo....
L nella mia terra bigia,
poco per noi fruttifera, per noi
giovani ardenti dai capelli biondi,
non erano lusinghe e trascorreva
la vita senza imprese e in lunghi sogni....
Ed eravamo bene esercitati
al conquistare ed al predare, e tutti
nomi avevamo di battaglia e d'impeto.
Io mi chiamo Archibaldo, che vuol dire
"Coraggiosissimo". Altri aveva nome
"Soldato illustre", "Fiero in pace", "Pronto
nella virt", "Famoso in guerra", "Celebre
in robustezza", "Forastiero ardito"....
Ed in noi tutti era la volont
possente come una mazza di ferro,
e le follie dei sensi e della mente
eran pressate sotto il nostro cuor,
s come sotto alle selle le carni
che tenevamo a frollare....
Esultando
tornavano da questa terra alcuni
dei nostri e, nella lingua scalpitante
metallica di nostra gente, ai cieli
esaltavano questa prezosa
gemma; ed il bel nome d'Italia a noi
squillava forte come la lusinga
d'una marcia di guerra....
Finalmente
il re nostro di noi scelse i migliori;
e movemmo: masnada scintillante
argentea verde e d'oro come serpe
immane che si desta e si divincola
dall'ombra e muove, risuonando, al sole.
Tesi nell'acceso impeto i cavalli;
e gli uomini, su loro, i menti aguzzi:
tutti sentimmo ai primi aliti italici
il caldo aroma della bella preda!
E questa Dea, natante fra due mari,
ci parve sola. Niuno era a difenderla!...
Ci parve sola, incustodita vergine,
che all'affocato anelito di noi
barbari, il capo reclinasse timida
tutta velata di malinconia.
E la prendemmo noi questa che il mondo,
calzata con i sandali romani
alati, trionfando ebbe percorso
e la prendemmo sui nostri cavalli,
perch'ella c'insegnasse a dominare
tutta la terra;... ma le membra sue,
toccate appena dalle nostre dita,
svegliarono un languore lungo e morbido
che si diffuse in tutti noi, centauri
indomabili; e qui con lei sedemmo
e qui giacemmo e qui l'amammo e mai
nessun di noi la lascer, l'amante
novella, tutta fresca, tutta verde,
tutta d'oro; ed amandola si piange
ch'ella ci sia la schiava e non la madre,
ch, se ci fosse madre, allora s,
c'insegnerebbe a dominare il mondo.
Pausa - A Flaminio.
Tu taci. Io non ti vedo. Tu mi guardi
forse con odio, che non  bastante....
Tu mi potresti uccidere. Io mi fido;
ch la mia volont, troppo pi forte
della tua, ti spaventa....
FLAMINIO.
Io vi son servo;
e voi siete mio re!
ARCHIBALDO.
Se feci male
troppo agognando questa terra vostra,
Dio m'imped ch'io l'adorassi a lungo
e m'accec, che nato era Manfredo
l'italico. Qui nacque il mio Manfredo,
il buono.... Oh; se tornasse! Queste notti
son per me troppo vuote.... E Fiora, Fiora
aspetta il caro suo consorte; ed egli
part che appena sposo era di lei....
Da quattro mesi manca, io custodisco
quel caro fiore che non posso scorgere....
Lieve pausa.
Dimmi, Flaminio, Fiora  bella tanto?...
FLAMINIO
con felicit.
La principessa?  come il primo raggio
del sole che tra poco spunter!...
Ad Altura le donne sono belle
come colonne. Tra le sue congiunte
 la pi bella. Il viso ha come il nome.
Per la prima ha lasciato la sua terra,
ch l'altre sono nostre;  antica usanza.
ARCHIBALDO
con gioia, barbara.
E mio figlio ha spezzato l'uso antico!
FLAMINIO.
Per aver pace vi donammo Fiora....
Sospirando.
Ed eran forti gli avi e un bel naviglio
e guerrieri montani ebbero sempre,
fin da quando aiutarono la Grecia
contro i Troiani.
ARCHIBALDO.
Dunque, la tua storia
a nulla giova.
FLAMINIO.
Contro voi, signore,
nulla la nostra; e molto a noi la vostra:
sappiamo come distruggete voi....
E vi fu data Fiora per timore....
ARCHIBALDO.
 baronessa.
FLAMINIO.
Ed era principessa:
sarebbe diventata la regina.
La nostra Altura  piccola e montana;
ma il nostro capo lo chiamiamo re.
Sarebbe diventata la regina....
ARCHIBALDO.
Perch?
FLAMINIO.
Avito, il signore nostro giovane,
figlio del vecchio Agatone l'avrebbe
sposata:  sua cugina....
ARCHIBALDO
fra s.
Avito, il giovane:
egli non venne mai a salutarci....
FLAMINIO
guarda il vecchio cieco ipocritamente.
Forse a quest'ora naviga per mare
o dorme nel castello suo, lass!...
ARCHIBALDO
c. s.
Fiora.... a lui....
FLAMINIO
volendo sviare il suo pensiero.
Monsignore,  meglio, io credo,
che ritorniate nelle vostre stanze;
mentendo
il cielo imbianca e la lanterna cede
al giorno la sua luce.
ARCHIBALDO.
Adunque, spengila....
inutile segnale! Egli non giunge!...
FLAMINIO
spenge la, lanterna sulla terrazza e poi:
Andiamo, allora, mio signore.... Andiamo!...
Lontano il suono di un flauto campestre.
ARCHIBALDO.
Son vari giorni che, sul far dell'alba,
si sente questo flauto....
FLAMINIO
turbato.
Uno del colle
un pastore....  che suona.  molto musico;
 un vecchio mago molto caro al popolo....
Ed ora passa gi sotto le mura....
Ma.... signore,... gi scende un po' di guazza:
Io son tutto bagnato.... Ritornate....
Quasi lo trascina verso le sue stanze a sinistra.
ARCHIBALDO.
Torniamo, s; torniamo nella notte....
Esce guidato da Flaminio. Una pausa. Il flauto riaccenna il suo canto. Tace.
Avito ravvolto in un mantello esce dalla porta di destra. Muove due o tre passi verso la terrazza. Indaga fuori; scruta il cielo; ascolta, esita un po'. Si riavvicina alla porta d'onde  uscito; ma sulla soglia  apparsa la bianca figura di Fiora: i bei capelli corti inanellati, vivi intorno alla testa. Sul suo corpo snello una toga sottilissima bianca e avorio.
AVITO
scorgendo Fiora.
Geronte ha dato il segno col suo flauto,
ma troppo presto.  ancora notte fonda.
FIORA.
Torniamo, dunque.
AVITO.
No, perch potremmo
dimenticarci di noi stessi e il flauto
pi non risuoner....
FIORA.
Forse il pastore
tuo fido si doveva stamattina
svegliare un po' pi presto. Vuoi fuggire
ugualmente?...
AVITO.
Perch dici, ugualmente?
Un minuto ch'io testi presso a te
a nulla  uguale.
FIORA.
Allora ritorniamo.
AVITO
esitante.
Il timore d'andare ancora l,
nella tua stanza, e quello di tornare
son due ladri che rubano l'ebbrezza
di restare cos sul limitare
d'una notte d'amore a dirsi addio.
FIORA.
S; restiamo cos....
avvincendosi a lui
come chi appena
si sveglia.... e teme il giorno e aborre il sole.
AVITO
tremante; accenna, a sinistra.
 chiusa quella porta?
FIORA.
 chiusa;  chiusa.
L'ho chiusa pur dianzi: ti rammenti?
E il vecchio non ci vede....
AVITO.
No: ma sente.
FIORA.
Tu tremi. Avito! E una infinita pace
 nel mio petto....
AVITO.
Fiora, s; lo sento,
ed ho paura di quella tua pace....
FIORA.
Dammi le labbra e tanta ti dar
di questa pace!... E poi la rivorr,
implorandola disperatamente,
ch senza le tue labbra non ho pace....
AVITO.
Se poi mi renderai tanta dolcezza
quanta  quella che dare ti vorrei,
struggimi tutto con il fuoco tuo,
perch rinascer.
FIORA
con amore infantile, giocondo, folle come la sua adolescenza.
S, mio diletto!
Mio cuore ardente! la tua bocca  un fiore
d'ogni momento.... S; perch'io lo colgo
ad ogni istante e sempre rifiorisce....
AVITO
perdutamente, come un fanciullo ammalato.
S.... rifiorisce.... Senza te patisce....
FIORA
con lo stesso smarrimento.
E se lo bacio aulisce.... E illanguidisce
l'anima che sta curva su quel fiore....
Pausa.
AVITO
come svegliandosi; si scioglie da lei.
Ahim! Guarda; la luce gi comincia
Il cielo imbianca.
FIORA.
Tu mi vuoi lasciare....
AVITO
con tremito.
Il terrore m'ha preso.... Fiora! Fiora!
FIORA.
Hai paura del giorno....
AVITO.
Non terrore
 quello che m'ha preso.... Fiora.... Fiora....
Oh, s: tu sei padrona d'ogni male,
d'ogni male ch' dolce come il miele,
e gli occhi tuoi domandano piet,
senza perch, di mali senza fine....
FIORA.
Il male  qui, d'intorno; e voi m'avete
offerta in olocausto a questa tenebra....
in cui sognare  colpa. D'ogni male?
Non mi tradiste voi, mentr'io sognavo
e non ho lacrimato poi?...
AVITO.
No; Fiora....
Tu non m'intendi; ed io non ti so dire....
FIORA
dolorosamente, fra s.
O sogni miei lontani e senza frutto
lacrimati, serene mescolanze
di virt con le grazie della vita,
diadema di svariate gemme,
da me cinto cantando in esultanza
e spento poi nel buio della vita....
AVITO.
Si; ma fra queste tenebre io ti giunsi
come una face di misericordia....
FIORA.
Ma nella notte tu mi raggiungesti.
AVITO.
Bella  la notte, sacra ai cupi amori
che con ali di felpa dolorosi
sofficemente morbidi starnazzano
nel terrore di violate alcove.
FIORA.
Come il nostro adorato.
AVITO.
E quando  giorno
con le palpebre ipocrite nascondono
la vergogna che succhia alle pupille
lascivamente la serenit.
FIORA.
Avito, non parlarmi di vergogna....
Ma, se non ti so dire l'amor mio,
tanto m'accora, come mi potrei
vergognare?
AVITO
impetuoso
S; Fiora; dimmi, parla....
I baci non ci saziano; parole,
parole io voglio; dimmi, dimmi, Fiora....
FIORA
avviticchiandosi a lui.
L'amore mio per te cade dal cielo,
con tanta violenza ti raggiunge....
Sopra di te vorrei precipitarmi
impetuosa come la corrente,
tutta sbiancata come la corrente,
gorgogliante come la corrente,
la corrente d'un fiume montanino;....
e disciorre la ruvida potenza
de' tuoi baci s come l'acqua scioglie
lo scoglio in mille bricioli di rena
ed ogni chicco ha il suo cuore fremente....
AVITO.
Ed io starei contro la tua bianchezza
di sposa che delira, come il monte
sta sotto i raggi della bianca luna;....
nella corrente fresca de' tuoi baci
io mi terrei pi che potessi intatto,
perch la passione tua di latte
pi tempo ci mettesse a consumarmi....
FIORA
con volutt.
Avito; molle sogno.... Eterna febbre!
Avito; vita, vita! Sogno; sogno....
Incanto lungo.... senza fine;... incanto!...
Si stringono perdutamente e si smarriscono nel bacio.
AVITO
con terrore improvviso.
Ah! Non pi sogno! Il giorno avanza! Guarda!
FIORA
Lo vedo, s; lasciami, dunque.... Addio!
Guarda: le stelle che hanno visto il sole
abbarbagliate battono le ciglia....
AVITO
liberato da lei, non pu lasciarla che tardamente.... Si rimette il mantello.
E vado via cos, senza di te,....
travestito.... Nessuno mi conosce....
s come un pellegrino od un pastore....
Pausa; poi compreso dalla sua visione.
Quando salgo ad Altura che gi l'alba
ha colorito i poggi e che la terra
 uno smeraldo limpido, e le prata
e le selve, vibrando i loro gemmei
colori, mi confondono, a te penso,
e ti vedo, fra que' verdi bagliori,
come una perla rosea che m'incanta
e m'acqueta la febbre; e mi ripiego
e ti chiamo; e il tuo nome, fra' gorgheggi
degli uccelli e i profumi e i barbagli
i fremiti e i sospiri di quell'ora,
tutto stringe in un nodo unico e vivo:
il tuo nome, il tuo nome ond'io mi sazio....
E lo ripeto, Fiora, Fiora, Fiora!...
E cos mormorando cado e dormo....
FIORA.
Oh! Conducimi almeno oggi con te;
portami via da questa ombra straniera,
tediosa, offuscante.... Avito! Avito!
Come tu fuggi, anch'io potr fuggire....
O chiudimi nel tuo stesso mantello....
La guardia ti conosce e tutto fa
quello che vuoi.... Per oggi solamente....
AVITO
per fuggire.
 tardi!
Scorge la lanterna spenta.... Atterrito.
Fiora! Guarda! La lanterna
 stata spenta.... Qualcuno  venuto
qui, nella notte....
FIORA.
Il vento  stato....
AVITO.
No;
che la notte era cheta!... Non rammenti?
FIORA.
Ascolta!... Corri!...
AVITO
fugge dalla terrazza verso destra. Fiora lo guarda, lo segue come a proteggerlo, poi corre verso le sue stanze. Ma s' aperta la porta di sinistra ed  apparso Archibaldo solo.
ARCHIBALDO.
Fiora! Fiora! Fiora!
Celando agli orecchi del vecchio ogni suo movimento, Fiora, cerca sparire silenziosa.
ARCHIBALDO
pertinace.
Tu sei cost.... Ti sento rifiatare!
 l'affanno del male, il tuo? Non puoi
sopportare il suo peso? Affanni? Affanni?
O Fiora, di': con chi parlavi, tu?
FIORA
con fermezza nuova.
Con me stessa parlavo!...
ARCHIBALDO.
Oh, Dio! Perch
non ti posso vedere?!
Lentamente s'avvicina a lei.
Non fuggire!
Resta! Voglio sapere!
Ghermisce lei che s' appoggiata ad una colonna. L'attira a s: con la mano le indaga il volto, la sente fra le sue grandi braccia di vecchio eroe. Con voce placata e con maraviglia:
Non pu darsi!
Tu mentire cos! Cos tradire!...
Sempre sfiorandole con le mani il volto.
Tu sei come una bimba.... Se mentisci....
 per nulla.... Chi, adunque, era con te,
qui, nella notte....
Pausa. Pi amoroso, con la gola quasi stretta da una nascente bont paterna, senile.
Dimmi! Non temere
confessami; che certo era nessuno,...
o qualcuno che meno  di nessuno.
Flaminio, forse? No; perch'egli dorme....
Aspetta senza lasciarla.
FIORA
con risolutezza continua; senza piegarsi; rigidamente; ma con lieve tremito.
Nessuno, mio signore!
ARCHIBALDO.
Perch tremi
se dici il vero?...
FIORA.
Ed anche voi tremate
e non mentite....
ARCHIBALDO
impetuoso.
Fiora; tu ragioni
con arte! Non sei bimba, tu mentisci!
Queste chiome di seta io le potrei
serrare al collo di questa menzogna.
FIORA.
Serratele; e vedrete ch'io non mento.
ARCHIBALDO.
Perch non posso leggerti negli occhi!
FIORA
arcanamente.
Signore; il volto mio vi atterrirebbe!...
ARCHIBALDO.
Fiora! Perch?
FIORA.
Perch non mi vedete....
e gi tremate....
ARCHIBALDO.
Fiora!
Lieve pausa.
 vero! Tremo....
Ma tremo.... tremo per la tua menzogna!...
FIORA
subitamente pungendolo.
Badate, mio signore, a non mentire
senza saperlo!...
ARCHIBALDO
Fiora! Chi sei tu?
Io dubito che tu sia troppo bimba....
Perch, se no, saresti troppo orrenda....
FIORA
con un tremito crudele.
Mio signore, lasciatemi tornare
nella mia stanza.... Io sono uscita.... essendo
cos discinta.... Non sentite....
ARCHIBALDO
staccandosi da lei, come dal male.
Fiora!...
Sono io dunque colpevole?! Perch?
Nulla ho fatto!... Tu sei dunque un inganno
che non si pu toccare...
FIORA
con ingenuit feroce.
Non lo so....
Io son venuta qua, sulla terrazza....
Non potevo dormire.... col pensiero....
ARCHIBALDO
improvviso, urlando.
Di chi? Di chi?...
FIORA
con semplicit.
Del mio sposo Manfredo!
ARCHIBALDO.
Orrore! Orrore! Oh, buio senza fine!...
Tu sei di ferro; tu sei di catene
intorno alla mia testa!
FIORA
riaccostandosi a lui con inganno.
Mio signore!...
ARCHIBALDO.
No! Ferma! Non avvicinarti pi!...
Ho per te come il terrore d'un bimbo....
Hai reso cos brutto l'amor mio
che par quasi tu l'abbia smascherato,
cos ch'io stesso non lo riconosco;
e la persona tua, che dentro l'ombra
sentivo sorvolare come un'ala
di candore, mi par soffio di gelo,
brivido accusatore pi gagliardo
dell'onesto mio cuore;.... s che ancora,
mentre sento che tu qui, qui tradivi,
io mi debbo abbracciar la tua menzogna,
e per non arrossire giudicandoti
debbo gridare: "No.... No.... Non tradiva!..."
Tanta paura mi fa il tuo sospetto....
FIORA.
Signore!...
ARCHIBALDO.
Va: non ti potrei toccare
altro che per ucciderti!
FLAMINIO
di dentro.
Signore!
Comparendo dalla terrazza.
Monsignore! Un drappello s' fermato
sul ponte e m' sembrato che vi fosse
il barone Manfredo!...
Giunge dal basso del castello uno squillo di tromba. La luce del giorno  molto cresciuta.
Udite! Udite!
Lo salutano!
ARCHIBALDO
tremante.
 lui! Flaminio, va!
Corrigli incontro....
Col pianto nella voce.
Io.... sono cieco.... Va!
FLAMINIO
esce correndo.
ARCHIBALDO
a Fiora dopo una lunga pausa.
Tu.... non gli puoi correre incontro.... No!
FIORA
tace.
ARCHIBALDO.
No!... Tu dormivi.... Torna nel tuo letto....
FIORA
s'avvia lentamente verso le sue stanze. Un lieve sorriso crudele di vittoria  sul suo giovane viso bello.... Sparisce.
ARCHIBALDO
Aspetta il figlio dolorosamente immobile....
MANFREDO
di dentro.
Padre!
Apparisce dalla terrazza.
ARCHIBALDO.
Figliuolo mio! Giunge la luce
con te!
Si abbracciano.
MANFREDO.
Troppo era lungo e tedioso
l'assedio per la mia brama ardentissima....
E son fuggito: e rester con te
qualche giorno.
ARCHIBALDO.
Potessi tu restare
sempre!
MANFREDO.
Oh, s; presto finir la guerra.
La citt bassa tutta  divampata
in un rogo; ma quelli su del colle
restano fermi inusitatamente....
Ma per poco staranno sulla roccia!...
Padre mio, non potevo pi aspettare....
Lieve pausa.
E Fiora; dorme?...
ARCHIBALDO.
Dorme.
MANFREDO.
Oh! padre mio,
questo ritorno m' caro siccome
un premio lungamente atteso. A te,
padre, che sempre m'indicasti il giusto,
debbo questa mia gioia.... Nelle guerre
combattute, nel sangue, nella strage,
nell'orgia di vittoria, io sono stato
ferma colonna di vir, s come
tu m'hai insegnato, padre.... In questa lunga
vigilia poi, sognando quella pura
creatura che meco s' congiunta,
io sentivo il potere della mia
virt godendo in me segretamente
ch'ella ancor poco mi conosca e ignori
tutto il bene che, per donarlo a lei,
ho accumulato sempre pi nell'anima
in questa lontananza. Ella di certo
amare mi sapr come comanda
la legge dell'amore onesto. Io so
che tutto questo ch'io le porto in me
 aspettato da lei che tu educata
m'avrai come un'agnella di virt....
 vero, padre mio?
ARCHIBALDO
resta muto inseguendo un segreto pensiero.
MANFREDO.
Padre, tu soffri....
ARCHIBALDO.
Immensamente, o figlio; come chi,
compiuto avendo un'opera perfetta,
non pu trovarle la sua degna luce.
Quest'opera sei tu, povero figlio.
MANFREDO.
Io non voglio che lei, padre, non altro!
ARCHIBALDO.
Manfredo, figlio mio, Fiora  di l;
ora, forse, si desta nel suo letto.
Tu, col pensiero, gi la vedi e agogni
chi ti parve miracolo d'amore....
Ma, pensa bene; io t'ho insegnato il duro
sacrificio e ogni sorta di rinunzie
e perci sei guerriero forte e fermo
nella virt;.... pensa tu bene adunque;....
e rispondi:.... Se tu non la trovassi
pi in questa casa o s'ella fosse morta,
potresti superare il tuo dolore
con la stessa virt che ti fa bello
l'Amore?
MANFREDO.
Padre mio, perch vuoi tu
cos mutare il corso di mia gioia?...
Non senti come canta l'amor mio?
Non senti nella mia gola il richiamo
d'ogni gaudio, il suo bel nome cocente,
come tenta mischiarsi ad ogni frase,
il fresco ritornello, Fiora, Fiora?...
Io so che sei freddo argomentatore;
ma, se tu fossi ad ascoltar la vena
d'un ruscello, potresti sopportare
che deviasse all'improvviso il suo
corso melodioso? - Fiora io voglio;
io l'ho bramata pi della conquista,
pi della fede, perch in lei riposte
ho tutte le mie fedi....
Con altro tno.
Ma tu, forse,
non sei contento? Forse ella  diversa
troppo dai tuoi costumi? Ella  fanciulla,
e poco male  quello che avr fatto....
Tu sarai stato sempre accanto a lei
come presso un tesoro?....
ARCHIBALDO.
S, figliuolo!
MANFREDO.
Tu l'hai troppo indagata. Sei severo....
Ella  diversa.  nata in pieno sole....
ARCHIBALDO
improvviso.
Oh; troppo schietta,... troppo,...  la tua gioia
e il mio ragionamento troppo nero!...
Godi la gioia tua!... Fiora ti aspetta....
Anzi, ella giunge;.... sento i passi suoi....
MANFREDO.
Io non sento: ella vola....
Si rivolge alla porta di destra. Apparisce Fiora.
Fiora! Fiora!
FIORA
con freddezza crudele; ma simile a bont.
Siete tornato, signor mio?! Stamani,
prima dell'alba mi sono destata
e son venuta qui sulla terrazza;
ed ho guardato tanto nella valle....
Ero certa che voi sareste giunto....
Ad Archibaldo.
 vero, padre.... voi m'avete.... udita....
ARCHIBALDO
tace.
MANFREDO.
 vero, padre mio?
ARCHIBALDO.
S, s; l'ho.... colta....
riprendendosi
mentr'ella ti aspettava....
MANFREDO
Oh; Fiora! Fiora!
Mio fior celeste e gracile; stamani
spuntata  l'alba d'una festa, prima,
prima fra tante quante l'infinito
ha feste nel suo cielo sfavillante....
Piccolo fiore, vieni sul mio petto;
no qui sulle mie braccia, ch'io ti rechi,
come agnella sperduta e mansueta,
all'ovile dal mio cuore intessuto.
Oh; come tremi! S; come l'agnella
sperduta nel suo vello argenteo trema....
Ma le robuste braccia del pastore
la consolano e scaldano e ravvivano....
Avviandosi
Cos ti porter nel tuo bel letto
d'avorio....
Al padre.
Padre mio, certo tu vedi,
ora, che il figlio ha trovato il suo bene!...
Certo tu vedi, perch troppa luce
esce dal cuore mio che si confonde
e si mischia e moltiplica con questa
luce odorosa che dal mio tesoro
si libera, dal mio tesoro aulente.
Entra nelle stanze di destra recando lei sulle braccia.
ARCHIBALDO
solo. Pausa.
Signore mio, se tu m'hai tolto gli occhi,
fa ch'io non veda.... che sia cieco.... cieco!...
Che troppo mi vorresti torturare,
facendomi incontrar la verit
senza vederla.... No! Lasciami sempre
chiuso nella mia notte.... cieco.... cieco!....
Cala la tela.
 ATTO SECONDO.
Terrazza sulle alte mura del Castello; una terrazza tondeggiante. In cima al muro che la cinge, smerlato, pi alto d'un uomo, si giunge con una scaletta a met del fondo. Una panchina di pietra larga un metro, alta fino al ginocchio, gira torno torno, accosto al muro. Sul lato sinistro una tavola di pietra. Si giunge per due porte laterali. Pomeriggio: il cielo scoperto  corso da nubi cangianti, estive.
Entrano da sinistra, prima Flaminio poi Avito vestito come Flaminio, come le guardie del Castello.
FLAMINIO.
Questa, signore,  la terrazza.
Indica a destra.
E quella
 l'altra scala. Ora v'insegner
dove conduce.
AVITO
come fra s.
Qui, dunque, verr!
FLAMINIO
Se voi vorrete nascondervi l,
indica a destra
e accostarvi ogni tanto, la vedrete,
o, almeno, sentirete la sua voce.
AVITO.
Cos la rivedr.
FLAMINIO.
S; mio signore.
Manfredo, l'ho sentito, le diceva:
Ti voglio bella per la mia partenza;
su; finisciti presto d'acconciare:
t'aspetter sulla torre, ch' nostra.
Vengono sempre qui fino da quando
egli  tornato.
AVITO.
Forse la vedr....
Solo una volta l'ho potuta scorgere....
Ella non sa ch'io sono nel castello....
FLAMINIO.
Monsignore; io m'espongo ora per voi
alla morte! Se tanto desiderio
vi sta nel cuore di vederla, abbiate
piet di me. V'ho dato i miei vestiti,
e vi nascondo dentro le mie stanze....
Aspettate: c' poco alla partenza
di Manfredo.... Fra un'ora forse, e poi
partir: sono gi pronti i cavalli
e i cavalieri. Quando il vecchio solo,
ch' cieco, rester, voi la potrete
vedere. Allora s.... Ma, intanto, abbiate
prudenza ancora un poco....
AVITO.
Ancora un poco....
Tu mi vuoi dire: accumula in ogni attimo
il patimento di una notte insonne,
e resisti, se puoi, per.... poco ancora....
Io sono uno che muore!....
FLAMINIO.
Io sono un altro
che farete morire!... Ah; mio signore,
io mi credevo che il lungo viaggio
che faceste per mare, non v'avesse
tenuto invece fermo a questa terra....
Inutilmente dunque il nostro corpo
gira, se il nostro pensiero sta immobile....
AVITO
sempre come a s stesso.
Io son partito e la credevo mia;
son ritornato, ed ella era venduta....
FLAMINIO.
S; ma la terra nostra  ancora intatta,
e voi ed io prediamo in terra d'altri....
AVITO.
Predare? Ruba chi con tanto rischio
cerca la gemma che ha perduto in mare?...

FLAMINIO.
Il pericolo  troppo pi del premio!...
AVITO.
Il pericolo  bello, perch stringe
la mia gemma; e, se lei non posso avere,
il pericolo abbraccio che la stringe....
FLAMINIO.
Signore mio, tanto siete ammalato
d'amore, che l'amore che vi strugge
dimenticate.... Certo m'accadr
qualche grossa sventura, ora, per voi....
Statemi attento.... qui, dunque, verranno....
Anzi, saranno prossimi.... Venite;
su, venite con me.... Da questa parte.
Spinge innanzi a s verso destra Avito e lo segue borbottando.
 meglio ammaestrare le farfalle
o incantare le vipere, piuttosto
che aver cura d'amanti.
Escono da destra.
Dopo una pausa si sente di dentro, a sinistra, la voce di Archibaldo.
ARCHIBALDO
di dentro.
Non ho guida....
Ho perduto Flaminio....
MANFREDO
di dentro.
Ci son io....
ARCHIBALDO
comparendo condotto da Manfredo.
Lo so. Grazie, Manfredo. Eccoci giunti.
MANFREDO.
Siamo giunti. Ho voluto che tu fossi
un momento con me su questa torre....
Questa  la prima parte del castello
che si vegga tornando, e nel partire
 l'ultima.... Fra poco da lontano
la guarder!...
ARCHIBALDO.
Figliuolo; questa tua
partenza inevitabile m'accora
profondamente.
MANFREDO.
Ritorner presto.
Sono stanco del mio rude lavoro.
La mia mente  rivolta ora alla terra
che governiamo; il mio cuore all'amore...
ARCHIBALDO.
Meglio sarebbe se tu non partissi....
MANFREDO.
Tu sai che qui lascio il mio cuore in pegno....
ARCHIBALDO.
Il tuo cuore  un tesoro troppo bello;
io tremo a custodirlo.... E sono solo....
MANFREDO
con indagine.
Ma non c' Fiora?
ARCHIBALDO.
.... vero! Ma tu sei
meglio di tutto al mio spirito infermo....
Cuore di vecchio  cuore di fanciullo....
Ho paura.... Ho paura.... E quando tu
ci sei, questo mio spirito esaltato
riposa sopra il tuo sempre sereno....
Quando tu parli, o figlio, io che son cieco
il cielo vedo; e rivedo i colori
della speranza....
MANFREDO
Quando torner
riprender le mie care meldi
e m'accompagner col mio saltero,
per te, padre, e per Fiora....
ARCHIBALDO.
Oh; se potesse
il purissimo frutto del tuo canto
restare in noi vivente, come il sangue
dentro le vene e custodirci l'anima
s come il sangue custodisce il corpo,
io ti direi: Figliuolo; aspetta un'ora,
un minuto di pi prima d'andare,
prima d'allontanarti e canta e canta
e incantaci, che l'eco del tuo canto
non finirebbe che al tuo ritornare....
Ma il canto  vano, ch non resta qui,
come non resta il tuo cuore sereno....
Oh, musica, tu sei pura per questo:
perch ci tocchi dentro e t'allontani,
e torni, s; ma non ti fermi mai....
MANFREDO.
Io non t'ho visto mai cos dolente....
ARCHIBALDO.
Cuore di vecchio  cuore di fanciullo:
se piange, piange inconsolabilmente
e non ti sa ridire il suo perch....
MANFREDO
impaziente.
Io soffro, padre. E Fiora mia non giunge....
Improvviso.
No: non posso; non posso pi tacere....
Il tuo dolore sveglia un mio dolore
che mi tengo celato da pi giorni,
che cerco in ogni modo d'assopire,
che non so dominare, che mi vince!...
ARCHIBALDO
con impeto.
Io Io conosco....  Fiora!... Fiora!...
MANFREDO.
S!...
ARCHIBALDO
dopo una pausa.
Che credi?
MANFREDO.
Nulla credo: quel che sento
so....
Pausa.
Troppo l'amo; ed ella  verso me
come una bimba ancora: io la vorrei
che ardesse, eppure gi troppo mi strugge
col suo calore; la vorrei pi lieta,
eppure sento che, in lei cos pura,
la letizia sarebbe gi una colpa,
e la gioia parrebbe come un velo
sopra un peccato....
ARCHIBALDO.
Manfredo! Tu credi
che Fiora sia capace di far male?!...
MANFREDO.
Ah: no, no! Vedi come il desiderio
d'amore non ha limiti al suo corso:
io per l'amore mio vorrei che questa
creatura purissima che adoro,
trovasse da s stessa la parola
ardente che uguagliasse la mia febbre,
ma che distruggerebbe il suo candore.
No; no, padre, perdonami, non penso
che Fiora sia capace d'alcun male....
Il mio cuore che brucia.... Ecco il colpevole!
Ed io lo punir col mio volere
di cristiano: Se Fiora mancasse,
- ma in qual modo potrebbe mai peccare? -
io sento fermamente il mio dovere
verso di lei: perdono.
ARCHIBALDO
quasi fra s.
E son ben io
che t'ho insegnato questa legge.... buona....
I padri miei non eran cristiani....
M'insegnaron ben altro. Qui l'appresi,
in questa terra dove tu sei nato.
MANFREDO.
E dove nacque Fiora....
Eccola: giunge....
ARCHIBALDO
confusamente.
Io scender, figliuolo!
MANFREDO.
E la tua guida?...
ARCHIBALDO.
Da me! Da me! Conosco gi la strada....
Fiora apparisce da sinistra.  adorna semplicemente e mirabilmente. Archibaldo la sente; si ritrae; s'avvia verso sinistra; trova la porticciuola.
Ecco la porta. La scala  diritta....
Esce.
MANFREDO
a Fiora.
Dimmi, Fiora, perch ti veggo ancora
cos chiusa dinanzi al mio dolore?...
Io parto, Fiora, io parto ancora,... ancora;...
e sono cos scosso che mi pare
per un viaggio eterno, di partire....
FIORA.
Mio signore, v'ho detto che la vostra
partenza cos prossima turb
la gioia ch'ebbi dal vostro ritorno....
E perci son cos, senza parole....
Io poco vi conosco, ch voi siete
sempre lontano; e quando ritornate
pur mi dite: fra poco partir....
MANFREDO.
No; Fiora, Fiora: tu mi parli come
ad un nemico che ti chiede pace.
Io soffro, io soffro e il mio dolore  tanto,
che lo nascondo allo stesso mio padre
che tutto sa di me.
Fiora, io ti voglio
come tu mi vorresti se ci fossimo
amati fin da bimbi.... Anch'io son nato
qui; t'ho veduta piccola pi volte
sopra la mula insieme con la madre;
e tu pure m'hai detto che vedesti
nascostamente il mio desio nascente....
Ed ho pensato sempre che tu fossi
una gemma per me ben custodita;
e la tua terra libera  rimasta,
perch ti volli libera per me....
Con voce diversa:
Io ti vorrei sorella mia minore,
consorte come al suo calice il fiore....
Insegnare ti voglio il tuo cammino
onesto presso a me, puro s come
 puro il sogno di chi accanto al fuoco
felicemente nell'inverno pensa
che fece il bene e che c' chi riposa
sotto un tetto per lui.... Non sono rude;
io mi sono nutrito di dottrina
cristiana: non come gli avi miei....
Per me la tua persona bella ed unica
non  per la mia gioia come un frutto:
 la luce dell'anima tua pura.
Intendi, Fiora? Intendi il mio dolore?
O dimmi tu: che vuoi, che vuoi da me;
perch'io conosca dal tuo desiderio
almeno un po' di ci che t'addolora?
FIORA.
Nulla, signore, m'addolora; solo
che voi partiate;... ed  mio desiderio
essere vostra come voi volete.
MANFREDO.
Vuoi tu ch'io resti?
FIORA.
Oh, s...! Bene sarebbe;
ma non voglio che a troppo rinunziate....
Meglio  piuttosto che torniate presto....
MANFREDO.
Oh; per le tue parole benedette
torner: per sentire ancora il canto
che mi viene dai regni dell'immensa
bont. Ritorner, ritorner
per te, per te, per la tua cara vita
che voglio tutta cingere d'amore....
Con altro tno.
Oh, Fiora; dammi alcuna cosa tua
che mi possa tenere presso al cuore,
mentre sar lontano.
FIORA.
Che volete?
MANFREDO.
Che scegli tu?
FIORA
con arcano dolore traboccante.
Volete la mia vita!...
MANFREDO.
dopo una pausa di stupore.
Nulla mi doni allora.... La tua vita
non  mia?...
FIORA
con nuova mestizia.
S! S!...  vostra!... E vero;... s.
Che debbo dunque offrirvi?...
MANFREDO.
Offrirvi,... dici?
No: prima ti vo' dire quel che voglio
"io" darti.
FIORA.
Ch?
MANFREDO
dopo una pausa
Son certo: verr un giorno
che l'amor mio, che il mio volere, il mio
sapere, la virt mia, la serena
fede che Iddio mi d nell'amor tuo,
apriranno il tuo spirito serrato
s come il sole un frutto anche vernino;
e fiorir la tua vita per me....
Allora, quando sentirai gioconda
nascere in te la gioia d'esser mia,
tu proverai nell'anima un rimorso:
quello d'avermi fatto lacrimare
d'amore, senza che tu mi vedessi
umidi gli occhi. Allora tu starai
con la paura stessa del tuo male
passato, e soffrirai forse.... Io non voglio
che tu soffra; ed il mio dono, partendo
ora per ritornare eternamente
tuo, sar questo: - D'ogni colpa, d'ogni
male da me patito ora per te...
ti perdono; e ti bacio come un padre....
La bacia sulla fronte; ella rimane fredda, ma non quieta, sotto la sua clemenza. Infine esclama:
FIORA.
No; no! Piuttosto piglia la mia vita....
MANFREDO
con pietosa mansuetudine.
Fanciulla, tu non puoi nulla donarmi,
per placare il mio cuore che per ora
t' ignoto! Solamente io posso chiederti
un dono che mi dia per poco pace;
e te lo chieggo.
FIORA.
Che?
MANFREDO
dopo una pausa; dolorosamente.
Suonata  l'ora
della partenza. I miei prodi compagni
m'aspettano sul ponte: impazienti
sono i cavalli; un fremito di vita
e di conquista tremola nell'aria
rossa. Si parte. I miei compagni fidi
sono lieti. Gi, gi per l'ampia valle
si scende. Si divincolano i sogni
d'ebbrezza dalle loro menti giovani;
sentono l'armi come cinguettare
un'altra aurora; e stringono in silenzio
le redini s come il proprio cuore
troppo giocondo, troppo, perch'io sono
in mezzo a loro cupo e come solo....
Dentro mi piange lacrime dogliose
tutta l'umanit, perch'io mi dolgo
dell'amor mio lasciato e vado solo,
senza conforto.... Ho perso ogni mio bene,
sono forse cacciato dalla gioia....
Perch, se tanto amore  dentro me?...
E mi volto e riguardo sopra il colle
questo castello che rosseggia al sole
ardente come il mio cuore ferito....
E si scende e si scende; ed il castello
dove, fanciullo, i miei canti levai
alla gloria de' cieli domandando
ferma quiete al mio spirito sempre
mi guarda muto come gigantesca
sfinge.... E si scende disperatamente....
E la valle si snoda e incontra il fiume
che piange e piange e mormora e rimprovera;
e il castello si perde,... trascolora
fra gli alberi.... Soltanto questa torre
si vede, questa dove siamo.... Ed io
lontano, lacrimando, entro me stesso
grido: - Apparisci sopra quella torre,
misericordiosa creatura
de' miei sogni; ch'io vegga appena il bianco
della tua veste e poi socchiuder
gli occhi e ti avr per sempre accanto a me.... -
Ma nessuno apparisce! Ora, ti prego,
anima mia, mia consolazione,
resta qui ferma fino che tu veda
nella valle lontano il gruppo nostro,
resta qui un poco, monta qui sul muro,
e col tuo velo manda il tuo saluto
allo sposo che parte e mi parr,
ti giuro, anima mia, che tu m'asciughi
le lacrime sul mio cuore scoperto....
Questo ti chiedo, anima mia; non pi!...
Pausa.
FIORA
finalmente commossa, con sincera piet.
E questo sar fatto....
MANFREDO.
Ora ti lascio....
E voler, perch quasi m' caro
partire, per vederti salutarmi....
Tu resta qui.... L'ancella recher
un velo lungo lungo, di sospiri
amorosi intessuto.... E tu, agitandolo,
pensa che il gesto parta dal tuo cuore
ed il mio cuor lontano baci e sfiori....
Addio, Fiora; socchiudi gli occhi mesti;
pensa d'essere in bel sogno rapita,
s come quando preghi ardentemente,
e dammi la tua bocca ch'io la baci....
Si stacca subito dal bacio; fugge quasi volando, poich il pianto lo punge.
FIORA
pur liberata da lui cerca come sciogliersi da quell'abbraccio che le  rimasto alla persona.... Si avvicina poi al muro smerlato: monta i gradini della scaletta; si sporge....
Ma ecco cautamente e come in sogno Avito, da destra.
AVITO
si guarda attorno, scorge Fiora lass....
Oh!... Fiora! Fiora!
Ella si volta; prima non lo riconosce con quelle sue vesti.
Sono Avito! Avito!
FIORA.
Ma che?! Ma che?! Forse da quella notte....
AVITO.
Fui qui, fui qui, sempre vicino a te
con l'anima e la mente mia che perdesi....
Flaminio m'ha vestito ora cos
per potermi nascondere.... e vederti....
FIORA
con improvvisa disperazione
Non posso pi vederti.... Non ti debbo
amar pi.... La tua voce, oh, non risuoni
pi nell'orecchie mie.... Ti prego; va....
AVITO
Io non intendo, Fiora! O sono altrove
con la mia mente scema? - Sei tu, Fiora,
Fiora, che parli a me?
FIORA.
S; mille volte;
s, mille, mille: disperatamente.
AVITO.
Sei mille volte mia? Che dici?
FIORA.
No!
Silenzio fosco  dentro la mia vita
e terrore d'intorno.... Vinta, vinta
sono dalla piet,... dalla bont....
Ohim: non senti il mio sposo che parte?...
AVITO.
Perch non dici, il mio sposo che giunge?...
FIORA.
Lasciami in pace. Lasciami al mio pianto....
AVITO.
Lasciarti! E dove andare.... Io mi sarei
serrato dunque tutto in una rete
che m'avvince e mi strazia per sentirmi
fatto da me prigione senza frutto?...
Dove vo? Dove cerco la mia vita?...
FIORA
che  scesa gi dalla scaletta, e s' avvicinata alla porticciuola di sinistra.
Nasconditi. Qualcuno deve giungere.
AVITO
sempre come trasognato.
Andr; s: fuggir....
S'avvia.
FIORA.
Fuggi: ti prego!
AVITO
fugge da destra.
Entra dopo un istante l'Ancella da sinistra.
ANCELLA
recando un cofanetto intarsiato.
Il barone Manfredo questo dono
vi manda, baronessa....
FIORA
con infinita malinconia.
Metti l!
Addita la tavola di pietra.
ANCELLA
posa il cofanetto sulla tavola. Esce.
FIORA
si approssima alla tavola. Apre lentamente il cofano: trae fuori lentissimamente un velo bianco lungo.... Le braccia le cadono gi come morte; e con esse il velo.... Resta un poco immobile, muta, senza pianto e senza vita. Poi si ricorda della promessa e s'accosta, recando il velo, al muro. Monta sulla scaletta; guarda gi: vede nella strada i cavalieri che si sono avviati ed agita per la prima volta il velo;... per la seconda ancora; e per la terza; e sempre il braccio le cade gi stanco....
Ma ritorna Avito.
AVITO.
Addio, Fiora; ho voluto rivederti....
Debbo partire; ma senza ritorno....
Addio, Fiora; se non vuoi darmi un bacio
che sarebbe principio della vita,
fammi toccare quel tuo velo bianco
che certo sa la tua molle fragranza....
Io l'ho dimenticata....
Cerca prendere il velo di lei.
FIORA
che ha ascoltato le sue parole prostrata;... ritraendosi.
Non toccarlo!
AVITO.
Nulla di te pi, dunque, m'appartiene!
FIORA
guardandolo compassionevolmente e tutto dimenticando all'improvviso.... con altra voce:
Come sei bianco.... Come sei disfatto....
Sembri un giglio, amorosa creatura....
AVITO.
Il veleno d'amore  assai pi forte
del sonno e della fame; ed oramai
pi forte della vita....
FLORA.
Vita tua
 vita mia! Ma che piet, che arcano
gorgo di bene ora m'invade!... E prima
io mi tenevo chiusa; irrigidita
come la serpe.... Avito, che piet
mi fai.... Tu sei come una frasca troppo
esposta ai venti; il male t'ha stremato,
il male ch'io t'ho dato.
AVITO
avidamente.
E tutto il bene
rendimi senza indugio con un bacio,
perch il tuo gioco  troppo doloroso.
Oh, Fiora, scendi, scendi....
FIORA.
No: non debbo!
Si ricorda dolorosamente del voto e agita il velo.
AVITO
si avvicina a lei.
FIORA.
Non salire quass!
AVITO.
Fiora; perch?
FIORA.
Non domandarmi....
AVITO.
Allora fuggir....
Io sono cos stanco che non posso
quasi pi trascinarmi....
FIORA.
Avito! Resta....
Non domandare....
Agita il velo.
Vieni presso a me....
Avvicinati.... Bacia la mia veste,...
gi sulla balza d'oro.... Io l'ho trapunta!...
AVITO
corre subito. Stringe la sua veste; la bacia.
Ah! Sento le tue dita ancora sopra,
accarezzanti il bel ricamo! Io bacio
le tue mani, cos.... Ma stranamente
aspri sono i miei baci, quasi che
l'ago tu avessi qui lasciato infisso....
Le sue labbra avidamente si dissetano.
FIORA
vuole ancora agitare il velo: ma non pu: le braccia cadono: il capo si piega.
Ah; tortura! indicibile contrasto!
AVITO
come un fanciullo.
Io non ascolto pi! Dentro il rosaio
ho immerso la mia testa.... Nelle orecchie
sento i fuchi ronzarmi i loro incanti
di vecchi maghi, e il petto mi si piena
di liquori olezzanti....
La stringe a' ginocchi.
I tuoi ginocchi!
A quale scoglio morbido di musco
m'aggrappo, dopo tanto navigare,
dopo tanto morire!
FIORA.
Avito! Avito!
AVITO.
Il mare inghiotte la mia fiacca nave:
non ho altra speranza che l'amore
ed a questo mi stringo disperato!
FIORA
accasciata, attratta.
Avito, ahim; tu pesi come piombo!...
Tu mi trascini!
AVITO.
Ah! la tua fresca voce
ch'io sento costass, come m'incanta!...
FIORA.
Avito! Avito!
AVITO.
Io stringo al petto mio
un gran fascio di fiori soavissimi!
Ma i lunghi steli solamente stringo!
Non vorr, dunque, immergere la testa
nelle corolle?!
FIORA
Avito, ahim, non sai!
AVITO.
Fossi tu pure, non un fascio bello
di fiori; ma una ruvida forcata
di spini, che bruciassero lass,
vorrei tuffar nel fuoco la mia vita
per trovarvi la morte e la tua bocca!...
FIORA.
Avito, no!
AVITO.
La bocca tua! La bocca
tua. Fiora! Fiora! Disperatamente
io chieggo la tua bocca!
FIORA
abbandonandosi, vinta.
Ahim! Si piega
il voto mio, com'albero pietoso
a chi muore di sete....
AVITO.
Ho sete! Ho sete!
Accoglie lei che, scendendo i gradini, cade nelle sue braccia. Si baciano come fossero moribondi d'amore.
FIORA
dopo una pausa con voce buona di bimba e di madre.
Come tremi, diletto!...
AVITO.
L'amor tuo,
che mi ricopre tutto, ora mi fa
sentire il gelo della solitudine....
FIORA
carezzosa: tutto dimenticando.
Pensando a Fiora, non dormivi pi....
AVITO
quasi imitando la sua voce.
Pensando a Fiora, non vivevo pi....
M'ha risvegliato appena la speranza;
ma tu scherzavi, come la gattina
e la sua preda....
FIORA.
Ma non era Fiora:
era un'altra, la perfida.... Dov'
ch'io la percota? Ti faceva male?...
Io non son quella.... Dimmi tu, chi sono:
come mi chiamo?...
AVITO.
Tu ti chiami bacio;...
carezza di mammina;... pargoletto,
che appena trova mamma, dorme e sogna...
Ora tu sogni....
FIORA.
Sogno....
Si sono seduti sulla panchina rotonda di pietra.
AVITO.
Guarda in su....
siamo in cielo.... Si naviga nel cielo;...
si molleggia sull'etere....
FIORA.
Nel cielo....
AVITO.
Oh, Fiora, dove siamo? Io mi smarrisco....
Il viso tuo; che pi non lo rammento!...
Le prende il volto con dolce furore e lo contempla follemente.
Oh; bello; oh, bello! Oh; piccola stelluccia!
O firmamento, tu che me l'hai data,
grazie, grazie!... Ma invano io la vorrei
tutta per me.... Tu sei proprio, stelluccia,
come le tue sorelle di lass:
pi si guardano e pi vanno lontano;...
pi ti stringo e pi tu mi rinnovelli
la tua bellezza!...
FIORA
con estasi.
Incatenami, dunque....
AVITO.
Chiudi il mare....
FIORA.
In un occhio si pu chiudere
il cielo.... Tu potrai con la tua bocca
chiudere la mia vita.... Prendi.... Prendila....
AVITO.
Eccoti, Fiora, un bacio bello,... l'ultimo,
l'ultimo d'un'infinit di baci,...
il primo, il primo d'un'eternit....
Si baciano e restano avvinti perdutamente aboliti nella loro nube amorosa....
ARCHIBALDO
di dentro.
Fiora!
Subito fuori seguito da Flaminio:
Fiora!
I due amanti che non hanno sentito il primo grido del vecchio, si sciolgono ora come da un sogno.
AVITO
appena, riacquista la pienezza delle sue forze, si slancia contro il vecchio, avendo levato il pugnale. Ma.....
FLAMINIO
che segue Archibaldo lo ferma col gesto.
FIORA
rispondendo al vecchio.
Son qua!
ARCHIBALDO
con ansia e sospetto, a Flaminio.
Guarda, Flaminio,
chi c'?
FLAMINIO.
Signore; c' la baronessa
Fiora!
Fa cenno ad Avito di fuggire.
AVITO
si avvicina cautamente alla uscita di destra.
ARCHIBALDO.
Ma, sento un passo!...
FIORA.
 il mio, signore!
Anch'ella accenna, scongiurando, ad Avito di uscire.
ARCHIBALDO
come un leone bendato.
Flaminio, di': chi c'!
FLAMINIO.
Non c' nessuno!
AVITO
esce.
ARCHIBALDO
che ha sentito il suo passo, amaramente dice:
Sta bene!... Fiora, dove sei?...
FIORA.
Son qua!
Ella resta pi indietro a destra. Archibaldo ha la prova del vero: ha udito: ha visto.
ARCHIBALDO
violento.
Va via, Flaminio!
FLAMINIO
quasi balbettando.
Udite, Monsignore....
Non volete ch'io guardi nella strada?...
Il Barone ritorna: ha rivoltato
il cavallo....
ARCHIBALDO
fremente.
Ritorna certamente!....
FIORA
ricordando il suo voto.
Ritorna?!
ARCHIBALDO.
S: Flaminio; vagli incontro....
FLAMINIO
insistendo.
Signore!...
ARCHIBALDO.
Va!
FLAMINIO
esce.
ARCHIBALDO.
Fiora, dove sei tu?...
FIORA.
Signore!...
ARCHIBALDO
tremante d'ira e di giustizia.
La tua voce menzognera
ancora mi ferisce?!
FIORA.
Monsignore!
ARCHIBALDO.
Chi era qui con te? chi ci tradiva?
FIORA.
Nessuno!
ARCHIBALDO.
Fiora!
FIORA
accovacciandosi, come per isparire, sulla panchina, accosto al muro.
Nessuno! Nessuno!
ARCHIBALDO
avvicinandosi a lei  per ghermirla.
Ora mi sento puro, se ti tocco....
Voglio sapere e ti perdoner,
per mia discolpa, perch gi copersi
il tuo delitto. Fui complice tuo....
Ma vo' saper chi era.... Dillo.... a me!...
FIORA.
Nessuno!
ARCHIBALDO.
Ahim! Tu sai che l'ho sentito
mentre fuggiva.... Ho udito il passo suo....
La ghermisce.
FIORA
improvvisamente ergendosi come la serpe.
Allora.... Allora.... Quello che passava
sotto la vostra testa vuota d'occhi
era l'amore mio; era il mio bene....
E voi, tremendo vecchio, che mi siete
addosso come la vendetta, come
la morte,... non mi fate pi terrore,
ora che penso a lui!... Dunque, uccidetemi;
ch'io lo raggiunger dove verr
dopo morte; o lasciatemi fuggire....
Oh; potessi fuggire! S, fuggire;
perch nulla mi lega a chi non amo,
se per tutti mi chiama l'amor mio....
La libert, vi chieggo, pur che sia,
libert, libert!...
ARCHIBALDO.
Dimmi il suo nome!
Egli ha rotto le leggi dell'amore
e del perdono.... Fa ch'io lo conosca....
FIORA.
Ch'io parli con Manfredo, che ritorna....
La sua bont!
ARCHIBALDO.
No! No! Perdonerebbe,
e gli ho insegnato io questa virt
senza gioia!
Ha preso la sua gola.
Il suo nome! Il nome suo!
FIORA
 distesa sulla panca: il vecchio la ricopre con la sua vasta persona. Si sente la sua voce ferma.
Ei non ha nome, poi ch' pi di tutto....
ARCHIBALDO.
Traditrice.... La tua gola lo serra
questo nome.... La mano mia lo stringe....
Dillo!... Bada: Manfredo s'avvicina
e perdona.... Non io, se tu non parli....
Dillo; dillo!
FIORA
chiaramente.
Si chiama: dolce morte!...
ARCHIBALDO.
Ma se tu muori, io lo sapr ghermire
l'amor tuo....
FIORA.
No! No! Allora, fammi vivere
per difenderlo: non per accusarlo....
ARCHIBALDO
stringendo la sua gola.
Ah! gola audace! Gola menzognera;...
troppo stretta per chiudere s grande
inganno! Inganno! Tradimento orrendo,
che tu, mio figlio, non perdonerai
che troppo tardi.... E poi.... venga il dolore!...
Pausa orrenda!...
Il vecchio si stacca dal corpo di lei; lo copre col velo.... e pi ancora, con la sua persona, sedendo sulla panca rotonda....
Silenzio! Notte fonda! La ferocia
del sangue mio soltanto alita intorno....
Con lamento:
Io non l'ho vista mai.... e l'ho troncata!...
E forse nella mia notte profonda
sar la sola cosa ch'io vedr....
Lieve pausa.
Con terrore e disperazione:
Ecco!... Giunge Manfredo!... S'avvicina....
E non sa.... Teme, il figlio mio perduto....
Lo sento.... giunge.... Corre alla sua gioia....
S'avvicina il tramonto. Nel cielo nubi rossastre.
MANFREDO
di dentro, a pena, con voce anelante.
Fiora! Mia Fiora! Sei caduta, sei?...
Eccolo.
Padre!  caduta forse gi dal muro,
mentre col velo suo m'accarezzava
da lontano? Che pi non l'ho veduta,
e son tornato.... Tu me la nascondi....
ARCHIBALDO
disperatamente.
Lascia ch'io copra con la mia persona
tutto il suo male! Non t'avvicinare!
O avvicinati solo per donarmi
la tua spada perch'io me la conficchi
nel petto e cada sopra lei ch' morta!...
MANFREDO.
Morta! Morta!
ARCHIBALDO.
Deh! Non avvicinarti!
io l'ho uccisa!
MANFREDO.
Che dici tu? Che dici?!
Ahim! La mia ragione senza freno
cozza con la mia mente come un toro
contro una rupe!... Morta ella?! Non pi
esistere?! Non pi?! C' cos grande
orrore che pareggi quest'orrore
della mancanza di lei per il mondo?...
ARCHIBALDO.
Impura ell'era s come la notte!...
MANFREDO.
Impura?! Che di' tu? Come ragioni?
ARCHIBALDO.
Impura! Ti tradiva in casa tua,
qui, qui, mentre la mano sua mendace
agitava quel velo che le desti,
la vampata d'amore le lambiva
la veste e nella colpa pi crudele
la trascinava ancora; io l'ho sorpresa!...
MANFREDO
a s stesso, profondamente.
Di tanto amore era dunque capace
quel suo cuore fanciullo: e non per me?
L'anima sua cos chiara era dunque?
E mi parve cos misteriosa....
ARCHIBALDO.
Figlio, il tuo cuore  pi freddo di lei!...
MANFREDO
con disperazione.
Ed ama tanto!... Ed ama oltre la vita!...
Fa ch'io la vegga, sulla mia ragione
prima era il velo della mia piet
ed ora c' la disperazione....
Io non ragiono; lascia ch'io la vegga....
ARCHIBALDO.
No! No! ch'io non vorr che tu la tocchi....
fino ch'io viva.... Dammi la tua spada!
MANFREDO.
Perch, perch non m'hai prima concesso
ch'io le parlassi: ora sarebbe mia....
ARCHIBALDO.
Ahim! la cristiana tua piet
 pi orrenda di tutto:  contro me!
Sia maledetta quella tua bont
ch'io ti stillai nell'anima, bambino,
e che ora  ferocia contro me....
Ella ha contaminato la tua casa,
e tu perdoni; e sei tutto piet?!...
No; no: risorge il mio giovane istinto!
Se il tuo lamento  pi dell'onor tuo,
e la tua casa non ti preme, io dico:
Tu qui non conti; o conti come il servo!
MANFREDO.
Non so, non so che cosa mi distrugge!
Lascia ch'io pianga sopra il petto suo
lacrime irragionevoli e perdute....
ARCHIBALDO.
Dunque la tua piet non ha confine?
Dunque tu puoi posare le tue labbra
dove un altro lasci s forte un bacio,
che dette a questa donna la virt
di morire cantando l'amor suo?
Tu puoi; tu puoi sposare la tua bocca
a quella dell'ignoto predatore...
MANFREDO
disperatamente.
Ma dimmi, dunque! Dimmi tu: chi era?
ARCHIBALDO
dolorosamente.
Ahim ch'io sono cieco, cieco, cieco!
E non l'ho scorto; non te lo so dire....
MANFREDO
dopo una pausa.
Tu non lo sai?... E uccisa l'hai cos!?
ARCHIBALDO.
Tu non puoi perdonarmi!  vero?...
MANFREDO
tace.
ARCHIBALDO.
 vero?
Tu non rispondi! Ah! Per la prima volta
l'anima tua rifiuta il suo perdono....
Ed al padre....
MANFREDO.
Perdono; ma non posso....
ARCHIBALDO.
Non devi perdonarmi; no: non voglio!
Che almeno senta nella voce tua
un suono d'odio; e sia contro di me!...
Ma nella voce tua  nuovo,  bello!
Ma;... non morr prima che tu mi possa,
non perdonare, no; ma.... benedire!
Ferocemente.
Quando t'avr portato innanzi a lui
che ti trad; quando tu lo potrai
confrontare a te stesso e sentirai
mutarsi in violento desiderio
di vendetta la tua sconfitta misera
nell'amore di questa creatura
che l'altro, intendi, tutta conquist,
nel corpo tutta e nelle fonti prime
della bont, del sacrificio, della
misericordia stessa, che non ebbe
per te, s, allora mi dirai: - Raccontami
ancora la sua morte.... Ben facesti! -
MANFREDO.
Io non potr sapere chi sia, mai!
E tu nemmeno, se non lo conosci
e sei cieco....
ARCHIBALDO.
S;  vero: Sono cieco;
ma chi persegue il bene come te
 pi cieco di me: non trova nulla!...
Illuminato dalla mia vendetta,
io frugher nell'ombra dove il male
s'annida e lo vedr, lo sentir
passare nella tenebra e, feroce-
mente, lo ghermir per la tua gioia!
Io sono ancora barbaro e pagano,
ch la ferocia  pi bella per me
dell'amore, dinanzi al tradimento;
e non perdona!
MANFREDO
ripreso dal pensiero di Fiora, implorando.
Padre mio!
ARCHIBALDO.
No! Fermati.
Vedresti alla sua gola la collana
di morte delle mie dita paterne....
Serba il tuo sogno. Io ti vendicher!
MANFREDO
indietreggia.
ARCHIBALDO.
Additami la strada con il suono
dei tuoi passi, che poi ti seguir....
MANFREDO
esce lentamente da sinistra, mentre
ARCHIBALDO
si alza, si carica sul petto la morta e s'avvia seguendo il figlio.
Cala la tela.
 ATTO TERZO.
La cripta sotto la chiesa del Castello.
A questa si scende da un androne a sinistra verso il fondo. Una finestra interna illumina l'entrata.
Le pareti sono tutte a mosaico. Nel fondo  una grande nicchia con l'arco del cielo istoriato: ivi  l'altare piccolo e due grandi sepolcri laterali con mostri scolpiti e simboli. In alto, sotto l'arco, sopra una traversa sei lampade accese.
A destra sul davanti un grande sepolcro rotondo impedisce che si vegga il resto della cripta che si perde nel buio.
Nel mezzo  Fiora vestita di bianco, distesa nella sua bara.
Sotto l'arco d'entrata, illuminate dal raggio di luce che viene di dentro, dall'alto, sono alcune persone in ginocchio. Presso la bara  Una madre con la sua bimba, Maddalena: sono del popolo.
UNA MADRE
alla sua bambinetta, che tiene il volto chiuso nelle palme.
Lo vedi, Maddalena, piccinina,
lo vedi com' bella la signora
anche morta?... Segno  ch'ell'era buona
e che non ha patito all'ultim'ora....
Guardala, dunque; levati le mani
dal viso e fatti il segno della croce....
MADDALENA.
Mamma, ho paura....
Rivoltando la faccia, vede che il gruppo delle persone  andato via.
Tutti sono andati...
MADRE.
 vero: andiamo:  gi l'ora di notte....
Si fa il segno della Santa Croce ed esce anch'ella presa da timore. Sotto l'arco incontra due uomini che si inoltrano rispettosi, si avvicinano al feretro e si segnano - pregano un po'. Poi si guardano attorno.
MILITE.
Non c' proprio nessuno....
FABBRO.
Te l'ho detto!...
E per questo ben pochi osano entrare....
MILITE.
Forse qualcuno guarda non veduto....
FABBRO.
Chi sa!
Guardando la morta.
Com' serena.... Guarda, Nesto!
Sembra viva!
MILITE.
E una morte subitanea
l'ha rapita!
FABBRO
riflettendo.
Par viva!
MILITE.
Che sia sempre
viva?!
FABBRO.
Sciocco; che dici? Io credo invece
che il suo volto sia stato mascherato
con arte....
MILITE.
Mascherato?!
FABBRO.
Per coprire
i segni d'una morte violenta;...
perch la Baronessa  stata uccisa!...
MILITE.
Il vecchio non l'ha certo mascherata:
 cieco....
FABBRO.
Ma la sua gente straniera
avr fatto per lui.... Sai di quel vecchio
che pare un mago, quello speziale?....
MILITE.
S! Ma, bada: qualcuno pu sentire....
FABBRO.
Non c' nessuno.... Tutto quanto il giorno
la chiesa  stata aperta a chi voleva....
Ci sono stato gi due volte e il viso
ho cercato scrutare; ma non oso
avvicinarmi....
MILITE.
Fa paura....
FABBRO.
Fa
pi paura una bella creatura
e giovane che un vecchio od un maturo:
i giovani sul volto hanno qualcosa
che maledice e sembrano sorridere....
MILITE.
Ma perch credi che sia stata uccisa?
FABBRO.
Certo su nel Castello qualche orrenda
tragedia s' compiuta!
MILITE.
Ma perch?
FABBRO.
Non hai visto l'insegna della morte?
L'impiccato, sul ponte levatoio?...
Quello  Flaminio, il caro e fido servo
del Baron cieco.... Come mai s'impicca
un servo fido all'improvviso, e poi
si chiama tutto il popolo a vedere
questo fiore reciso?
MILITE.
Io non lo credo!
Se l'avessero uccisa, in ogni modo,
il suo volto sarebbe maculato....
FABBRO.
Ma lo speziale  come un mago; e poi
nessuna pelle  facile a conciarsi
tanto quanto la pelle d'una donna;
perch' la sola pelle che si conci
anco da viva....
MILITE.
Come?

FABBRO.
Coi belletti!
MILITE
riguardandola.
 certo che par viva.... Si fa notte.
 meglio andare.... Io sento un certo brivido
nell'ossa....
FABBRO.
Andiamo; andiamo: chiuderanno
la chiesa....
Suono d'organo che viene dall'alto.
MILITE.
Senti l'organo! Che modo
 questo? Le funzioni all'or di notte?
FABBRO.
Tu non capisci....  l'organo; ma  musica....
MILITE.
Come?
FABBRO.
Musica a veglia della morta....
Il suono di quest'organo  un custode
pi sicuro d'un uomo, per un morto....
MILITE.
Ti do ragione; ma non ti capisco....
FABBRO.
Io me ne intendo; ed  del mio mestiere!...
Inventor della musica fu il fabbro
che mille suoni con il suo martello
suscita dall'incudine e il suo canto
affida ad ogni risuonar del ferro....
MILITE
con maraviglia.
Senti!... E per questo, quando tu d'estate
lavori e canti tutti t'ascoltiamo....
FABBRO
dopo una lieve pausa.
Ecco gente! Ecco gente!
MILITE
che ha guardato su per l'androne.
Avito! Avito
d'Altura!
FABBRO.
Il suo cugino! Ed  abbrunato!
MILITE
con enfasi.
Per Dio! se l'hanno uccisa, egli sapr
vendicarla! Oh; potessi rimanere
a vederlo!
FABBRO.
Bisogna rispettare
il dolore: e perci conviene andare....
Ecco Avito con due Servi. L'organo tace. Il Fabbro e il Milite escono ricomponendosi a rispetto; s'inchinano quando passano dinanzi ad Avito.
AVITO
rimane impietrato presso l'arco d'entrata e, come se nel mausoleo non fosse che una gran fiamma abbagliante, il suo capo  ripiegato, quasi nascosto.
UNO DEI SERVI
inoltrandosi scruta la cappella; poi ad Avito:
Signore mio, coraggio.... Avvicinatevi,
non c' nessuno a guardia della morta....
Gi lo sapevo....
AVITO
Ai due servi con voce di preghiera.
Uscite! Allontanatevi
e aspettatemi su, presso la porta....
Se qualcuno si approssima, impeditelo.
Se non potete, scendete a chiamarmi....
Resta ancora immobile, fino a che i due Servi non sono usciti. Indi s'inoltra, il volto nascosto nelle palme. Quando giunge presso la morta:
Fiora, Fiora....  silenzio: siamo soli....
E tu, parlami. Aspetto. Io non ti voglio
guardare, prima che tu parli, amata,
eletta, sempre viva, anima mia....
Parla. Aspetto. Guardarti, ahim, perch?...
Chiamami finalmente.... Io so che puoi....
Ahim!... Silenzio.... Io ti dovr guardare!...
Alza il volto e la fissa come pazzo.
Oh! Fiora! Fiora, dimmi il tuo segreto....
La tua bocca, suggello immacolato,
che serba? Parla, Fiora! Tu nascondi
la vita dentro il tuo silenzio fermo;
e dietro gli occhi tuoi vive il ricordo....
Con improvviso pianto.
Ahim, no, no! Tu sei morta! Tu sei
spenta! Invece io vagello e credo quella
tua cera delicata un altro segno
dolce dell'amor tuo; ma tu sei morta,
e con le tue pupille schiuse fissi
l'eternit impassibile! Ch'io sappia
chi ti parla di l, dove tu sei,
chi ti giudica.... Ah! Troppo presto t'hanno
spinta nel bianco baratro del nulla!
Tanto presto che quasi  maraviglia
sul tuo volto, su cui stagna la morte
e ride ancora l'ultimo sorriso.
Inganno! Ed ora toccher le tue
mani che paion morbide di vita;
saranno fredde; bacer la tua
bocca che sembra custodirmi il bacio
che tanto tanto sopra v'ho cercato:
anch'ella sar fredda, irrigidita....
Oh, Dio! Chi volle quest'orrendo inganno:
chi volle che s bella verit
si mutasse in cos fredda menzogna!...
Pausa. - Con altra voce:
Povera vita mia! Quanto travaglio,
per non avere mai tutto per me
quel ch'era mio! S, mia! Dunque, s, cara
sempre, anche spenta! Un ultimo sospiro
dell'anima tua bella  certo in te....
Fiora, lo voglio!  sopra la tua bocca;
ch, se non  di vita,  di ricordo;
ed  la bocca tua che pi rammenta....
Piangendo si getta follemente sulla bocca di lei. Dopo un breve istante si rialza.
Qual effluvio! Oh, miracolo! Miracolo!
S; tu vivevi; e l'ultimo tuo anelito
m' sceso nella vita mia!... Mi perdo
dunque con te?! S; s: perch'io mi sento
torcere il cuore! Ahim! che pi di tutto
il dolore  possente.
Si leva improvviso e fa qualche passo verso la porta, vacillando, come colpito.
Oh, giovinezza,
sei attaccata forte alla tua roccia!...
Ode qualcuno avvicinarsi.
Qualcuno giunge?! Ed io sar scoperto!
Ecco simile ad un'ombra Manfredo! Giunge da destra, da dove la cappella si perde nel buio: si avvicina ad Avito che non pu fuggire. Lentamente lo scorge.
MANFREDO.
Eccoti alfine, s: t'abbiamo colto!
Riconoscendolo.
Sei tu. Avito? Tu? Tu, ch'ella adorava?
Sei tu, che mi rubavi ogni mio bene,
contaminando la mia casa, il mio
letto, e uccidesti il mio cuore, il mio vivere
abbattesti notturno?! Infame! Infame!...
Va verso di lui.
AVITO.
Che vuoi tu? Ma non vedi ch'io non posso
quasi parlare?...
MANFREDO.
 bene!...  bene!  bene!
Tu sei gi morto! Sopra alla sua bocca,
per poterti ghermire, fu disteso
un veleno possente ed insanabile,
rapido come l'attimo....
AVITO
Atterrito.
No! No!
Sulla sua bocca!
MANFREDO.
....E basta che una minima
parte ti tocchi i labbri, e tu morrai.
Tu l'hai baciata: tu l'hai profanata;
e muori.... Ora sei colto! Ed io ti vedo!
AVITO.
Questo facesti, tu, che sei chiamato
il santo? Tu potesti in questo modo
macchiare la sua bocca sacra?
MANFREDO.
Io, no!
Ma fu mio padre che volle sapere
chi tu fossi!... Per me,... per la mia gioia
di vederti morire, tu che m'hai
rapito a poco a poco ogni mio bene....
AVITO.
 giusto: godi della morte mia,
s; ma non  bastante il tuo godere,
perch'io non soffro.... E tu, se l'adoravi,
tu non mi puoi di certo maledire,
poi che per lei saresti anche tu morto....
MANFREDO
con disperazione.
Ma dimmi quello, quello ch'io non so!
Dimmi: t'amava ella?
AVITO.
Come la vita
che le fu tolta.... No.... di pi;... di pi....
E non fu colpa nostra.... Tu sei buono
e comprendi che, ancora, io non vorrei
averla amata, per la tua piet;
ma non potei, ti giuro, non amarla....
Ma se vuoi vendicarti, non tardare
che presto io muoio; vendicati, uccidimi....
MANFREDO
ritornando a lui la sua natura.
 vero, s;... pi forte  il tuo mistero
che non il mio diritto.... S; ma io
sono solo e fra voi sono un intruso....
E tu, tu questo male sconfinato
che mi tormenta senza pace, sempre,
sempre, sei tu, sei tu che me l'hai dato....
AVITO
moribondo.
Ma non sapevo.... E tu.... S'io fossi pianta,
uccello, belva, serpe insidiosa
e morissi cos chiuso nel laccio
d'amore, mi compatiresti....  vero?
Dunque?... Ma basta.... La morte mi chiama....
Vacilla:  per cadere.
MANFREDO
lo sorregge e lo aiuta, fino in terra. Poi levando le braccia al cielo:
Dio mio! Dio mio! Perch non posso odiare!
Si rivolge verso il cadavere di Fiora.
Fiora! Fiora! S; s; tu m'ami ormai!
Ecco: lo sento per la prima volta:
perch ho sorretto il tuo bene morente....
Si avvicina a lei.
E tu sorreggi me, nell'ora estrema....
Si getta su lei e la bacia anch'egli sulla bocca, e quivi rimane sussultando per la morte che si spande nelle sue vene....
L'organo ricomincia appena sensibile.
Ma ecco Archibaldo a tastoni, nella sua ombra perpetua.
ARCHIBALDO.
Un gemito! S, s: ti raccomandi,...
predatore! T'ho colto alla tagliola!...
Si avvicina alla bara, cerca e sente il corpo di Manfredo. Subito lo abbranca.
Predatore!... Il tuo cuore vo' sentire
nella morte!
MANFREDO
con voce moribonda.
No, padre! Tu t'inganni!
ARCHIBALDO
alzandosi improvviso con tutta la persona.
Ahi Manfredo! Manfredo! Anche tu, dunque,
senza rimedio sei con me nell'ombra!...
Cade riverso disperatamente....
L'organo continua il suo angelico sussurro.
...
.
...
Cala la tela.
...
.
...
FINE.